dalla Voce di Ferrara-Comacchio del 25 ottobre 2019

di Andrea Musacci.


Una rinnovata meraviglia, un senso di liberazione la settimana scorsa ha invaso le tante persone che, transitando nel cuore di Ferrara, hanno assistito ai lavori di rimozione del telone artistico e di gran parte delle impalcature (escluso il protiro, il più fragile, che rimane coperto) che celavano la facciata del Duomo cittadino.

Una gioia per quest’operazione attesa da tanto tempo (l’impalcatura era presente da tre anni e mezzo, mentre il telone artistico realizzato da Lorenzo Cutùli, da circa un anno) ma che non può essere piena, visto che i lavori di restauro sulla parte anteriore della Cattedrale non sono mai iniziati. Infatti, a differenza di quel che credono – o sperano – in molti, come ci spiega don Stefano Zanella, Direttore dell’Ufficio Tecnico-Amministrativo della nostra Arcidiocesi, “è stata fatta la mappatura dei danni, oltre alla pulizia dal guano, da erbacce e quant’altro, ma non è stato possibile fare nessun lavoro di restauro”, in quanto la funzione di Stazione appaltante, sia per i lavori sulla facciata sia per quelli sul campanile, deve ancora passare dalla nostra Diocesi al Comune di Ferrara, ipotesi già programmata da tempo, ancora prima del cambio di Giunta e Sindaco. “Non sappiamo ancora quale sarà la tempistica. Dato che, quindi – prosegue don Zanella – i tempi risultano purtroppo molto allungati, e non sapendo quando potrà iniziare il restauro, si è scelto di smontare circa 2/3 dell’impalcatura, per riuscire a restituire ai ferraresi e ai tanti turisti almeno la memoria della facciata”. Una soddisfazione non da poco, ma parziale, che solo in parte mitiga l’amarezza e la frustrazione di non poter conoscere con precisione i tempi dei lavori.

Don Zanella, innanzitutto facciamo un breve “ripasso” dei lavori post sisma…

Subito dopo il sisma, non avendo subito danni ritenuti in prima battuta gravi, si è cercato di tenere aperta la Cattedrale nel predisporre la documentazione necessaria per la progettazione dell’intervento. Guardando in modo approfondito pietre, marmi, mattoni, malta, intonaci, grappe, fuori piombo, cavillature, crepe strutturali, ci si è resi conto che per ripristinare e restaurare l’edificio ci sarebbero voluti all’incirca 15 milioni di €…

Io ed il mio Ufficio tecnico abbiamo affidato l’incarico a progettisti per decidere come iniziare a lavorare, quali priorità e come ottenere i fondi. Abbiamo iniziato a lavorare all’interno dell’edificio sacro per ripristinare l’uso del presbiterio, spendendo soldi privati (di un sacerdote), e per riuscire ad utilizzare l’aula principale della Chiesa.

Abbiamo poi usato soldi della Protezione Civile per fare un intervento urgente di ripristino delle due lanterne sulla facciata e qui abbiamo scoperto che il protiro era a rischio di sfaldamento e che il resto della facciata aveva necessità di un intervento di restauro.

Restauro che, però, ancora non si vede all’orizzonte…

Con il sisma del 2012 la Regione Emilia-Romagna, per garantire l’equità della ricostruzione post-sisma di beni come le chiese che hanno subito danni, ha realizzato una disposizione legislativa per equiparare le Diocesi ad enti pubblici. Così ho iniziato con due ingegneri la costituzione di un Ufficio Tecnico per apprendere e mettere in pratica le norme del Codice degli Appalti per contratti, affidamenti, gare d’appalto, gestioni della commessa e tutti quei termini che sono legge europea recepita dalla normativa italiana.

Il ministro Franceschini nel 2015 (Legge 208/2015 – Art. 1, comma 338 Allegato 1) ha stanziato € 7.700.000 che però sono spendibili solo dagli enti pubblici.

Il problema è che la Diocesi viene equiparata ad ente pubblico per spendere i soldi stanziati dallo Stato alla Regione Emilia-Romagna, ma non è ente pubblico per i soldi della legge 208/2015. Il Comune di Ferrara si è dunque reso disponibile a subentrare alla Diocesi come Ente appaltante. Dal 2015 siamo arrivati al 2018 ed intanto la Cattedrale è rimasta coperta, sono stati spesi i soldi della Protezione Civile, ma sono rimasti fuori i problemi principali della facciata. Il ponteggio, appaltato dalla Diocesi di Ferrara, visto il costo elevato non previsto dal Codice degli Appalti come affidamento diretto, cambiando Stazione appaltante, doveva essere smontato, affrontare una gara d’appalto ed essere rimontato.

Ci spiega, però, perché non è stato smontato del tutto?

Mentre per la facciata i danni sono gravi ma non catastrofici, per il protiro, se si togliesse il ponteggio, si potrebbe rischiare il crollo di alcune parti. La Diocesi ed il Comune hanno quindi deciso insieme di ridurre i costi del ponteggio per poterlo passare in affidamento diretto ed iniziare così, da parte del Comune, l’incarico di Stazione appaltante per il restauro della Cattedrale.

Infine, ci può aggiornare sui lavori all’interno della Cattedrale e su quelli previsti per il campanile?

Per quanto riguarda l’interno dell’edificio (dov’è la Diocesi a essere Stazione appaltante), stiamo ancora attendendo risposta da parte della Regione per poter iniziare i lavori di sicurezza e consolidamento degli otto pilastri portanti della struttura, dopo che lo scorso febbraio hanno preso avvio i rilievi e gli analisi sugli stessi. A fine luglio scorso abbiamo presentato il progetto alla Commissione congiunta, il Comitato tecnico-scientifico delle strutture si è riunito: speriamo a breve di riceverne il parere.

Riguardo al campanile, abbiamo avuto rassicurazioni dal Comune che a breve partiranno le gare per la progettazione e poi per l’esecuzione dei lavori, ma non siamo a conoscenza dei tempi.